La cura di chiama Ricerca, e anche Camilla, Lorenzo e Mariarosa
Tornano I Giorni della Ricerca, dal 28 ottobre al 15 novembre, con un calendario ricco e articolato per raccontare un anno di risultati, presentare le nuove sfide per migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro, e raccogliere fondi a sostegno degli oltre 770 progetti di ricerca in corso.

I Giorni della Ricerca vogliono dare un nome e un volto a tutti coloro che sostengono la ricerca. La campagna 2026 è dedicata a tutti i membri della community AIRC rappresentati idealmente da Camilla (testimone della ricerca), Lorenzo (ricercatore) e Mariarosa (testimone della ricerca, donatrice e volontaria), i cui nomi diventano la definizione stessa di cura. Non è facile credere in quel che non si vede e la ricerca sul cancro da molti è ancora percepita come qualcosa di astratto. Ma i risultati sono le tante persone guarite, un numero in costante aumento. AIRC da oltre 60 anni alimenta la ricerca nel nostro Paese, un impegno straordinario possibile grazie a donatori e volontari, che con fiducia sono al fianco della Fondazione.
La storia di Mariarosa
"La diagnosi di linfoma di Hodgkin è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Quando sei giovane non ti aspetti di dover affrontare una malattia del genere. Può sembrare strano, ma oggi mi sento arricchita da questa esperienza: più matura, più consapevole, più responsabile. Tutto ciò che è superficiale non mi interessa più. Voglio vivere pienamente e realizzare i miei progetti. A volte torna la rabbia per quei due anni che la malattia mi ha portato via, ma poi passa e lascio spazio a tutto quello che desidero ancora fare. Anche le mie scelte di studio sono state influenzate da ciò che ho vissuto. Oggi frequento il secondo anno della laurea magistrale in Neuroscienze alla Sapienza di Roma e sto pensando di specializzarmi in psicologia in ambito oncologico. Credo sia fondamentale supportare le persone che stanno affrontando la malattia. Io stessa ne ho sentito profondamente il bisogno e vorrei poter essere d’aiuto a chi soffre, proprio come sarebbe stato importante per me."

La storia di Lorenzo
"Ho scelto di fare il ricercatore perché nel mio percorso formativo e nella mia attività clinica quotidiana come oncologo medico ho capito che è solo attraverso la ricerca continua che si possono offrire le cure migliori ai nostri pazienti. Ho avuto la fortuna di formarmi con ricercatori di altissimo livello sia professionale che umano con i quali ho potuto condividere e sviluppare la passione per la ricerca imparando sia dai successi che dai fallimenti. Il mio progetto sostenuto da AIRC si concentra sulla comprensione delle alterazioni dei meccanismi di riparazione del danno al DNA e sull'interazione tra il tumore e il sistema immunitario nei leiomiosarcomi con l'obiettivo di identificare aree di vulnerabilità in tali ambiti da sfruttare come bersagli di innovative strategie terapeutiche di combinazione"

